Insufficienza venosa

Si parla di insufficienza venosa, quando il ritorno del sangue al cuore, risulta essere molto difficoltoso. In questo caso specifico, si possono verificare le formazioni di vene ingrossate che si dilatano. Il loro stato, alla vista è tortuoso di colore rosso e viola, sopratutto all’interno della pelle delle gambe ed in casi più isolati, in altre parti del corpo. Questa tipologia non è da considerare come secondaria o non importante, ma è necessario rivolgersi ad un medico, successivamente ai primi sintomi, in quanto potrebbe comportare differenti altre patologie gravi.

Cause e sintomi

Come accennato, questa patologia registra un apporto scorretto del sangue, che deve raggiungere il cuore ed ossigenarlo. Questa azione non fluida, può essere costituita dalla perdità di elasticità delle vene oppure al funzionamento non corretto delle valvole che sono situate al loro interno, indispensabili per il passaggio fluido del sangue sino al muscolo cardiaco e nel resto del corpo.

I fattori a rischio, che possono essere maggiormente colpiti dalla patologia sono:

  • obesità
  • anzianità
  • gravidanza
  • ereditarietà
  • ritenzione idrica
  • assunzione di farmaci particolari
  • assunzione di contraccettivi
  • stitichezza
  • stile di vita, che si traduce in uno svolgimento di attività sedentarie oppure che obbliga il soggetto a stare molto in piedi ed immobile, compromettendo la normale circolazione del sangue.

Ci sono poi dei casi, che non sono riconducibili al volere dei soggetti che soffrono di questa patologia, come l’immobilità forzata a letto, ingessatura o operazioni chirurgiche alle gambe.

I sintomi dell’insufficienza venosa sono la comparsa di vene varicose di colore blu o viola, sotto la pelle, molli e non duri, che si possono percepire sia con la vista che con il tatto, sotto il primo strato di pelle, soprattutto nella zona delle gambe. Questa formazione è dovuta al ristagno di sangue, come sopra dettagliato. I sintomi più comuni sono il gonfiore alle caviglie e piedi, accompagnate da calore e prurito. In altri casi si potrà percepire anche un formicolio della pelle, crampi e dolori notturni, soprattutto quando le gambe sono immobili.

Come curarla?

La prima azione da effettuare è il cambio immediato di stile di vita. Significa adottare un’alimentazione sana ed equilibrata, idratarsi quanto più possibile, camminare almeno trenta minuti al giorno ed abolire alcol – fumo – cibi grassi e fritti – sale e zuccheri in eccesso.

Per le donne in gravidanza o per il soggetti colpiti dalla patologia, a causa di ereditarietà, si consiglia l’utilizzo della calza elastica a compressione graduale.